martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 4

Questo fine settimana siamo “bloccati” in quel di Udine. Che si fa? Niente moto? Sia mai detto, fin che c’è voglia c’è speranza. Così con Ornella decidiamo di fare un “piccolo” giro per le Alpi Carniche.

Partiamo la domenica mattina verso le 08.30. Facciamo la SP49 Osovana fino a Osoppo. Continuiamo sulla SP49 fino al ponte di Braulins.
  
Attraversato il Tagliamento, giriamo a destra sulla SP36. Passiamo Bordano, conosciuto come il “Paese delle Farfalle”. Se passate da queste parti, merita una sosta alla Casa delle Farfalle. In tutto il paese sono presenti numerosi murales che rappresentano alcuni personaggi inventati ma la fanno da padroni i murales raffiguranti delle bellissime farfalle.
  
Proseguiamo sempre sulla SP36. Passiamo il bellissimo “Murale Mitologico Dedicato al Ciclismo Italiano”, dove sono ritratti i grandi del ciclismo italiano come Bottecchia, Binda, Girardengo, Coppi, Adorni, Guerra, Bartali, Nencini, Gimondi, Moser e Pantani.

Dopo aver, scolliniamo la Sella di Interneppo, scendiamo fino all’omonimo paesino sulla sponda del Lago dei Tre Comuni, meglio conosciuto dai friulani come Lago di Cavazzo.
  
Giriamo a destra sulla SR512, continuiamo fino a Tolmezzo, dove ci immettiamo sulla SR52 e proseguiamo fino a Villa Santina.
Ci fermiamo alla “Pasticceria da Gioconda”. Il cappuccino era ottimo ma la brioche ripiena di crema pasticcera, da non crederci. Sentire il sapore della vaniglia mischiato con il profumo della scorza di limone, come dice la pubblicità, “non ha prezzo”.
Rinvigoriti dall’ottima colazione, ripartiamo.
Da Villa Santina, andiamo ad Ampezzo per la SR52.
Passando per il paesino di Quinis vedo il tozzo campanile con un’inclinazione fuori dal normale, la prima cosa che penso è che quando lo hanno costruito, o c’era vento o troppo vino.
  
Arrivati ad Ampezzo, continuiamo ancora qualche km sulla SR52 e giriamo in direzione del Passo Pura.
Questa strada è stata per secoli l’unica via che collegava Ampezzo a Sauris.
Solo nel 1934, costruito il ponte sul Lumiei ad arcata unica alto 105 mt, è stato possibile l’accesso alla vallata di Sauris percorrendo la stretta gola del fiume Lumiei.
Mentre saliamo verso il Passo Pura, ci godiamo un panorama unico della conca ampezzana e più ci alziamo, più ci inoltriamo in una natura incontaminata.
  
A poca distanza dal passo, notiamo sulla nostra sinistra la Malga Pura e subito dopo aver scollinato il Passo Pura (1412 mt/slm), ci troviamo davanti il rifugio Tita Piaz.
  
Scendiamo dal passo per una bella strada immersa nel bosco con dei piccoli squarci sul lago, verso la località, La Maine.
  
  
Imbocchiamo le strette e bagnate gallerie e …
  
(attenzione, le particolari condizioni delle gallerie, umido, pavé, oscurità, le rendono pericolose per i motociclisti, perciò se fate questa strada, il piccolo tratto delle gallerie, prudenza) ... sbuchiamo sulla diga del Lumiei.
  
Questo sbarramento, alto 136 mt, blocca il corso del Lumiei e crea un invaso di 73 milioni di metri cubi d’acqua. Le operazioni di invaso sommersero il vecchio borgo di La Maine e ancora oggi, quando il lago viene svuotato per manutenzione, è possibile vedere i resti del paese oramai sommerso dalle acque.
  
Superata la diga, giriamo a sinistra, proseguiamo lungo la strada che costeggia il lago e oltrepassata la località La Maine, saliamo diversi tornanti e arriviamo a Sauris di Sotto.
  
Sauris è famosa per la gastronomia dei salumi affumicati, per la “Zahre Beer” (birra artigianale), per le grappe e soprattutto per il prosciutto crudo. Dolce e affumicato con legno di faggio, aromatizzato con ginepro ed erbe varie, viene lasciandolo stagionare per un mese.
  

Ogni anno il paese dedica una festa a questo prelibato prodotto di nicchia. Per le vie vengono allestiti stand, dove si può degustare speck, gnocchi, carni grigliate, formaggi di malga, frutti di bosco ma soprattutto il protagonista della festa, il “Prosciutto crudo di Sauris”.

 

  
Lungo le vie del borgo si può trovare anche un vivace mercatino dei prodotti agroalimentari della Carnia e dell’artigianato locale.
Tutto questo allietato da musica folcloristica, allegria e splendidi scenari naturalistici.
  
Mentre passeggiamo tra le bancarelle, “guarda chi c’è alla festa del prosciutto”, la nostra nipotina che ci corre incontro.
  
Due orette insieme tra degustazioni, musica e tanta allegria.
  
  
Poi, io e Ornella, riprendiamo la moto e ripartiamo.
Da Sauris di Sotto andiamo a Sauris di Sopra, dove per la SP73 saliamo a Sella di Rioda.
  
Continuiamo fino all’intersecare della SP619.
  
Giriamo a sinistra, passiamo Sella di Razzo e proseguiamo fini al Rifugio Alpino Tenente Fabbro.
  
Questo rifugio si trova nell’Altipiano di Razzo, presso la Sella di Ciampigotto, è incastonato tra i monti della Carnia e del Cadore. Il posto è incantevole, l’accoglienza è più che amichevole, la qualità è ottima.
  
Due taglieri di prosciutto crudo, speck e affettati misti (ne bastava uno per due), due fette di dolce fatto in casa, due “Zahre Beer” medie, due caffè, il prezzo … provare per credere.
  
  
Sono oramai le 16.30 passate, a malincuore lasciamo il bellissimo posto e ripartiamo per il rientro.
Dal rifugio ritorniamo sui nostri passi fino al bivio per Sauris. Continuiamo in direzione della Forcella Lavardet.
  
Scendiamo la bellissima strada della Val Pesarina.
  
Passando per Prato Carnico vediamo che anche da queste parti quando hanno costruito il campanile, c’era troppo vento o troppo …
  
Arrivati in località Entrampo, passiamo il ponte sul torrente Degano e giriamo a sinistra sulla SR355. Passiamo Ovaro, Villa Santina e percorrendo la strada a ritroso della mattina, rientriamo a casa.
Una bellissima domenica tra i monti della Carnia. Poco più di 200 km in moto, non sono tanti ma mi rifarò in un’alta occasione.
Ciao a tutti.

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