martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 28

Per motivi tecnici ci è saltato il mototour del ponte del 2 giugno.

Come alternativa avevamo in programma per il fine settimana successivo un giretto all’isola di Krk in Croazia con tre giorni di completo relax in quel di Baska.

Venerdì bell0, sabato nuvoloso, domenica variabile, che ci andiamo a fare al mare?

Cambiamo programma di nuovo e optiamo per un giro di due giorni sulle Dolomiti.

Mi metto su Google Maps e butto giù un giro di quasi 600 km.

Ornella mi dice: “Un po’ più corto no?” Io faccio orecchie da mercante e sto ben attento di non dirle che lungo il percorso ci sono quindici passi dolomitici.

Il dieci mattina carichiamo la “Rossweisse” e partiamo.

Per anticiparsi un po’ andiamo da Udine a Tolmezzo in autostrada. Continuiamo sulla SS52 fino a Villa Santina.

Colazione con brioche e cappuccino alla “Pasticceria Da Gioconda” e si riparte per la SS355 in direzione Ovaro.

   

Passato il paese, svoltiamo a sinistra sulla SS465 della Val Pesarina.

Poco più di 500 mt e la prima sorpresa. “Strada chiusa al km 17”. Porca p………, cominciamo bene Forcella Lavardet, Sella Campigotto e Sella Razzo, saltano.

Un bellissimo tratto con strada, poco trafficata che con poco più di 40 km ci avrebbe portato in Cadore.

Torniamo sui nostri passi, riprendiamo la SS355 e saliamo la Val Degano.

Passato Rigolato, Forni Avoltri, dopo una ventina di km siamo a Cima Sappada.

   

Continuiamo, sempre sulla SS355. Passiamo Santo Stefano di Cadore, facciamo la galleria di Cima Gogna e svoltiamo a destra sulla SR48.

   

Passato Auronzo di Cadore risaliamo per 25 km la Val d’Ansiei e arriviamo al Lago di Misurina.

   

Conosciuto per la sua bellezza, anche con il nome di “Perla delle Dolomiti”, il Lago di Misurina sorge a 1.756 mt/slm.

   

Una legenda narra che il lago sia stato un dono della fata del monte Cristallo alla figlia Misurina del re Sorapiss che desiderava intensamente uno specchio magico.

La fata donò alla fanciulla lo “specchio d’acqua” ma a una condizione, che il re fosse trasformato in un’imponente montagna. Così nacque l’imponente Sorapiss con di fronte lo splendido lago di Misurina.

   

Oltre al Sorapiss, sulle sue limpide acque si pecchiano alcune delle vette più belle delle Dolomiti, tra queste le Tre Cime di Lavaredo, il Cristallo e i Cadini.

Dopo una breve sosta ripartiamo per il nostro mototour dolomitico.

   

Riprendiamo la SR48, passiamo il passo Tre Croci e continuiamo fino a Cortina.

   

Passata la “Regina delle Dolomiti”, continuiamo sempre sulla SR48, fino al piccolo paesino di Pocol.

Abbandoniamo la Statale delle Dolomiti e svoltiamo a sinistra sulla SP638.

   

Dieci km di curve e controcurve su una panoramica strada ci portano al Passo di Giau.

   

Il Giau (2.223 mt/slm) è uno splendido e panoramico passo alpino.

Congiunge la Val Boite, verso Cortina, alla Val Fiorentina verso Colle Santa Lucia.

   

Situato ai piedi del Nuvolau e dell’Averau, il panorama spazia a 360 gradi su numerose vette tra cui le Tofane, il Sorapiss, il Cristallo, la Marmolada, la Croda del Lago, i Cadini di Misurina, ecc. Questo ha reso il Giau, un punto d’arrivo per molti motociclisti e non solo.

   

A causa dei “smanetones” dalla parte della Val Fiorentina sono stati installati degli autovelox per rendere la strada più sicura. Quanto servano, non lo so, visto che le tante volte che ho fatto il passo erano sempre vuoti.

Ripartiamo dal Giau scendendo in direzione Colle Santa Lucia.

   

Raggiunto il paese, continuiamo per la SP251 fino all’intersecare della SR203.

Continuiamo per qualche km e in località Carnadoi ci reimmettiamo sulla SR48 delle Dolomiti e cominciamo a risalire i tornanti verso il Passo Falzarego.

   

Arrivati sul passo (2.109 mt/slm) facciamo una sosta per goderci il panorama sul maestoso Lagazuoi teatro di eroiche battaglie d’alta quota nella prima guerra mondiale.

   

Una visita veloce al negozio di souvenir, quattro foto e ripartiamo.

Percorriamo poco più di due km sulla SP24 con sulla destra il Lagazuoi e sulla sinistra il Sass de Stria e arriviamo sul Passo di Valparola (2.168 mt/slm).

   

Poco prima del passo si passa vicino al Forte Tre Sassi che fu in parte distrutto durante il conflitto della Prima Guerra Mondiale. Oggi il forte ospita il museo della Grande Guerra.

   

È quasi l’una e, come dice la mia nipotina, “il mio pancino ha fame”. Parcheggiamo la “Rossweisse”, entriamo al “Rifugio Passo Valparola”.

   

L’ambiente non ci attira, così decidiamo di scendere verso Corvara cercando qualcosa di meglio.

   

Facciamo un po’ di tornanti e dopo pochi km arriviamo in località Sare’, dove un piccolo e accogliente ristorantino richiama la nostra attenzione.

Ornella bresaola, rucola e scaglie di grana; io tagliatelle ai porcini e caprese, poi due sublimi strudel che solo a pensarci mi ritorna l’acquolina in bocca.

   

Penso che ritorneremo anche perché la “mela”, una loro specialità non siamo riusciti a mangiarla.

Sono quasi le quattordici e trenta quando riprendiamo la “Rossweisse” e ripartiamo in direzione Corvara.

   

Arrivati nella nota località sciistica, facciamo il pieno alla “Rossweisse” e cominciamo verso il Passo Gardena.

Curve e controcurve. Tornanti e panorami mozzafiato.

   

Dopo una decina di km sotto le strapiombanti pareti nord del Piz Boè, arriviamo sul passo.

Il Passo Gardena (2.121 mt/slm) è una forcella che collega la Val Badia con la Val Gardena e si trova nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle.

   

Piccola sosta e si riparte in direzione della Val Gardena.

Sei km, una decina di tornanti e ci immettiamo sulla SS242 della Val Gardena.

   

Svoltiamo a sinistra e sotto gli “sguardi imponenti” del Gruppo di Sella e del Sasso Lungo in poco tempo arriviamo ai 2.218 mt/slm del Passo Sella.

   

Scendiamo per sei km e all’intersecare dalla SR48 delle Dolomiti, svoltiamo a sinistra e cominciamo a salire i quindici tornanti che ci portano al Passo Pordoi.

   

Una breve sosta ai 2.239 mt/slm del passo e ripartiamo in direzione Arabba.

   

Dopo aver fatto trentuno tornanti, arriviamo al paese. Piccolo consulto con Ornella e decidiamo di non fermarci a dormire lì ma di continuare fino a Canazei.

   

Proseguiamo per una decina di km sulla SS48 e una volta arrivati in località Salesei, svoltiamo a destra per la SP563 che in poco tempo ci porta a Rocca Pietole.

Svoltiamo a destra, passiamo Sottoguda, Malga Ciapela e dopo circa quindici km arriviamo al Passo Fedaia.

   

Costeggiamo il lago ammirando la “Regina delle Dolomiti” (Marmolada) che ci accompagna con la sua bellezza.

   

Non potevamo non fare una sosta sotto quest’affascinante montagna e fare qualche foto per immortalarla nei nostri album dei ricordi.

   

Arrivati alla diga una spiacevole sorpresa. Ornella quando abbiamo svoltato a destra a Rocca Pietole, aveva visto un cartello con l’avviso che la strada sul versante trentino era chiusa. Io ho pensato che essendo sabato non lavorassero e che in qualche modo saremmo riusciti a bai passare il cantiere.

Niente da fare, tre km oltre la diga si riesce a malapena a passare a piedi.

Giriamo la “Rossweisse” e con Ornella che mi martellava con un’infinità di “te l’avevo detto” ritorniamo sui nostri passi e scendiamo fino ad Alleghe.

   

Troviamo un alberghetto, facciamo quattro passi lungo il lago e dopo aver cenato “Al Fornel”, rientriamo in albergo.

   

   

Il primo giorno abbiamo fatto 313 km di curve e tornanti. Per la domenica il programma prevedeva di fare il Passo San Pellegrino, il Passo Valles e il Passo Rolle con sosta finale a Pedavena per gustarci il “Piatto Pedavena” accompagnato da una buona “Birra del Centenario”. Purtroppo la strada chiusa non ci ha permesso di dormire a Canazei così dopo colazione, prendiamo la “Rossweise” e un po’ malinconicamente scendiamo la Val Cordevole.

   

Allo sbocco della valle pensiamo che per Pedavena sia presto, così optiamo per salire sul Cansiglio.

Facciamo la Sinistra Piave fino a Ponte delle Alpi. Giriamo sulla SS51 di Alemagna in direzione Fadalto e percorsi un po’ di km, svoltiamo a sinistra in direzione Chies d’Alpago.

Arrivati a Chies, cominciamo a salire i nove km di tornanti che ci portano a Tambre.

Proseguiamo per Pian d’Osteria e subito dopo ci appare la suggestiva piana del Cansiglio.

   

   

Continuiamo per il Passo della Crosetta, svoltiamo a sinistra in direzione Caneva, passiamo dentro al secolare Bosco del Cansiglio, scendiamo la quindicina di tornanti e arrivati a Fiaschetti, per la gioia di Ornella le curve sono finite.

   

Una sosta pranzo all’Agriturismo Ponte Maraldi e dopo gli ultimi 40 km arriviamo a casa.

Che dire non saremo andati al mare a Basca, ma abbiamo fatto 568 Km, 12 passi, 276 tornanti e 100, 1.000, 10.000 …….. curve per le incantevoli Dolomiti per la gioia della “Rossweisse”.

Ciao a tutti.

 

      

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