martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 24

 

 
Il 12 marzo dovevo recarmi a Milies (Tv) per discutere con l’impresario il preventivo per dei lavori nella nostra seconda casa.
La giornata è bellissima, la temperatura è abbastanza mite, perché non unire l’utile al dilettevole e approfittare per fare un bel giro in moto?
Parto verso le 08.30. Da casa (Feletto Umberto) vado a Spilimbergo per la SS464. Continuo per strade secondarie verso ad Aviano, dove prendo la Pedemontana Friulana proseguendo fino a Cordignano.
Continuo in direzione Vittorio Veneto.
Alla periferia della cittadina lascio la statale e per strade secondarie immerse nelle colline facendo un’infinità di cui nove invitanti tornanti, arrivo a Refrontolo.
Sempre per strade secondarie ma senza tante curve, passo Solighetto, Col San Martino e arrivo a Vidor.
Imbocco la Sinistra Piave e dopo una decina di km, arrivo a Segusino.
Una sosta tecnica all’ufficio Edilizia Civile del comune, poi faccio gli ultimi 6 km e arrivo a Milies.
Visto il tempo ristretto e gli impegni che avevo, il viaggio di andata è stato bello ma senza avere il tempo di godermi liberamente il tutto.
Pazienza. Alle 12.30 ho finito tutti i miei impegni.
Mangiare o fare un bel giro per ritornare a casa?
Non ci penso nemmeno un minuto. Levo la mia Nikon 90 dal bauletto e parto. Che percorso farò? Lo deciderò strada facendo.
  
Scendendo le belle curve che da Milies mi portano a Segusino, la mia adrenalina e quella di un bambino che finito i compiti lo lasciano andare a giocare.
  
  
Al ponte di Fener, decido di fare la Via del Prosecco.
  
Continuo verso Valdobiadene dove m’immergo nei vigneti di Prosecco e per bellissime curve, arrivo a Miane.
  
Ora la strada diventa più rettilinea.
  
Passo Follina, Cison di Valmarino, il bivio del mitico Passo San Boldo, i laghi di Revine e arrivo a Vittorio Veneto.
  
All’intersecare della SS51 penso: “A destra si va verso casa, a sinistra verso il Fadalto paradiso dei motociclisti”.
Nemmeno un attimo di esitazione, si fa la Fadalto.
  
Dodici km di una bellissima strada con curve e tornanti più che ammalianti mi invogliano a dare gas. mi portano sulla Sella di Fadalto.
  
Questo tratto di strada è bellissimo e molto invitante per noi motociclisti. Però ……. lungo la strada ci sono molti “però” perciò quando la fate, mettete in “moto la prudenza”.
Superata Sella di Fadalto, continuo verso il Lago di Santa Croce.
  
Arrivato al bivio in cima al lago, nuovo dilemma? Sinistra Longarone, il Vaiont e la Val Cellina. A destra l’Alpago e l’altopiano del Cansiglio.
Deciso, si salgo l’Alpago e il Cansiglio.
  
Arrivato a Fara d’Alpago, comincio a salire i tornati che mi portano in poco tempo al paesino di Spert.
Lascio sulla destra la strada per Tambre e continuo in direzione di Pian Osteria.
  
Scollinato, faccio poco più di un km in leggera discesa e mi si apre davanti lo spettacolo di Pian del Cansiglio.
  
  
Mentre percorro il lungo rettilineo, mi frulla in testa una delle mie.
“Perché non fare lo sterrato che in una quindicina di km mi porta a Piancavallo per poi proseguire verso il Lago di Barcis, la Pala Barzana, il caratteristico paese di Poffabro e scendere a Meduno per Navarons?”.
Un piccolo dubbio mi assale.
“Sono da solo e se mi capita qualcosa sullo sterrato che faccio?”.
Va be, la vita ogni tanto bisogna condirla con un po’ di pepe, vada per lo sterrato.
A metà piana giro a sinistra in direzione Casera Canal.
  
Poche centinaia di metri e mi trovo davanti la strada coperta di ghiaccio e dagli ultimi rimasugli di neve.
  
Meglio non rischiare, non so cosa c’è oltre.
Tornando sui miei passi non mi do per vinto, più avanti ci riprovo da un altro accesso.
  
Continuo verso il Passo Crosetta.
  
So che poco oltre il passo c’è un’altra possibilità di prendere lo sterrato.
Strada chiusa con sbarra e divieto.
Non mi arrendo. Faccio ancora poche centinaia di metri e svolto a sinistra in direzione di Malga Cercenedo.
  
Primi cento metri di salita sono a oltre il 20% di pendenza (fortunatamente cementati), poi comincia lo sterrato.
  
Faccio sì e no un km e arrivato alla malga di nuovo il divieto ben in vista.
Un po’ incavolato torno sui miei passi
  
Prendo la strada in direzione Caneva.
  
Ho ancora una possibilità per fare lo sterrato, prendere la Strada della Dorsale Interna del Monte Cavallo.
Teoricamente non dovrebbero esserci impedimenti. La strada sterrata non ha divieti ed essendo un po’ più bassa di quota non dovrei avere problemi di neve o ghiaccio.
  
Il primo tratto della strada è asfaltato ma dopo la casa “Casello della Guardia” comincia lo sterrato vero e proprio.
  
Proseguo per sei/sette km senza problemi tranne quello di fare delle foto in corsa.
  
Manca poco per uscire dal bosco, così la possibilità dei coni d’ombra con neve e ghiaccio è quasi nulla.
  
È quel quasi che mi ha fregato. Dopo una curva, una lastra di ghiaccio mi ferma.
  
Passarlo vuol dire poter scivolare su ghiaccio, come potrei alzare la moto da solo? Cosa posso trovare più avanti? Perciò meglio rinunciare, fare qualche foto e ritornare sui miei passi.
  
Comunque tra l’andata e il ritorno ho fatto un po’ di sterrato. L’unico rimpianto è che non essendo riuscito ad arrivare a Piancavallo mi salta anche il tratto del Lago di Barcis e Palla Balzana.
Arrivato sulla strada principale, giro a sinistra e scendo i panoramici tornanti che mi portano verso Caneva.
  
Finita la discesa giro a sinistra per la Pedemontana Friulana, passo le sorgenti del Livenza, e del Gorgazzo. (questa sorgente normalmente ha una grossa portata d’acqua di oltre 3 metri cubi al secondo e vederla quasi asciutta mi fa pensare che questa siccità si sta protraendo troppo) e continuo verso Aviano.
  
Arrivato al bivio per Piancavallo, mi assale una voglia di risalire in quota e proseguire per le montagne.
Uno sguardo all’orologio mi fa desistere.
Prendo la strada dei magredi formati dal Cellina e dal Meduno.
  
Visto che la strada è in gran parte dritta e con traffico quasi nullo, apro un po’ godendomi per brevi tratti l’ebbrezza della velocità.
  
Arrivato a Spilimbergo, proseguo per la SS464 in direzione Udine e in meno di venti minuti sono a casa.
Un bel giro di oltre 300 km unendo l’utile al dilettevole con l’unico rammarico che nonostante i vari tentativi, non sono riuscito a fare il panoramico sterrato Cansiglio-Piancavallo.
Non fa niente, io e la mia Rossweisse ci siamo divertiti un sacco e per lo sterrato è solo rinviato a una prossima uscita infrasettimanale.
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