martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 23


 

Questo report lo si può intitolare “Gita Fuoriporta”. Pochi km (circa 170) ma in compenso strade bellissime, panoramiche e piene di storia.

Partiamo da casa scortati, come i politici, dalle “forze dell’ordine”. Cioè attraversiamo Udine a 40 km/h. Alle nove arriviamo al rendez-vous con gli amici al Bar Tirelli.

  

Cappuccino, brioche e partiamo.

Da Udine andiamo a Manzano per la SR56. Alla rotonda della grande sedia, abbandoniamo la statale e proseguiamo per Dolegnano, Corno di Rosazzo, Ruttars e Vencò.

  

Qui il President anziché passare il confine e proseguire per la 402, imbocca una stradina secondaria. Salendo in costa la collina di Ruttars entra in Slovenia nelle vicinanze Fojana.

  

Che dire una stradina bellissima con un panorama unico sui vigneti del Collio.

  

Ritorniamo sulla 402 in prossimità del distributore della Petrol subito dopo Meblo.

  

Sosta tecnica, non ci sono Ascar e Pit Bul. Avevano capito che si andava per Cividale così il President gli da indicazioni dove ritrovarci e ripartiamo.

Passiamo Dobrovo, Šmartno e subito dopo Gonjače, giriamo a sinistra in direzione Plava.

  

Altri due km e rigiriamo a sinistra imboccando la dorsale del Korada.

Da qui il paesaggio del Collio cambia. I vigneti lasciano il posto a boschi e pascoli.

  

Sulla nostra destra la giù in fondo il Soča (Isonzo). Oltre la valle, l’altopiano di Banjšice (della Baisnizza).

  

Sulla sinistra la valle dello Judrio con giù in fondo il torrente che per circa 25 km fa da confine tra la Slovenia e l’Italia.

  

Davanti a noi sullo sfondo il Kolovrat con dietro la catena del Krn (Monte Nero).

Percorriamo una ventina di km su questa bellissima strada immersa nella natura incontaminata del posto.

  

Passiamo Lig, Kambreško e arrivati a Srednje la strada asfaltata si trasforma in un bello sterrato di 5 km.

  

Finito lo sterrato, facciamo meno di un km in direzione Tolmin e arrivati alla Sedlo Solarji (Sella Solarie), giriamo a sinistra in direzione Livek e Kolovrat.

  

Ultimo km e arriviamo al “Museo all’aperto Na Gradu” sul Kolovrat.

  

  

Durante la Prima Guerra Mondiale, l’esercito italiano vi costruì su questo monte un ampio sistema della sua terza linea di difesa, denominata “Linea d’Armata”.

  

Sui crinali del Kolovrat e del vicino Matajur correva, infatti, la terza linea difensiva del fronte italiano.

                                                 

Sul Kolovrat la sera del 24 ottobre 1917 ebbe inizio la “Dodicesima Battaglia dell’Isonzo” meglio conosciuta come “La Disfatta di Caporetto”.

  

Dopo un poderoso bombardamento, le truppe d’assalto nemiche si gettarono nelle trincee italiane travolgendo in nostri soldati ancora storditi dall’imponente bombardamento o avvelenati dai gas.

  

In poche ore il fronte crollò e superate le linee di difesa italiane, le truppe nemiche, dilagarono nelle Valli del Natisone, proseguendo la loro corsa nella pianura friulana, fermandosi solo davanti all’eroica resistenza italiana sulla linea del Piave.

                                                 

Una piccola curiosità. In questa offensiva nella zona del Kolovrat e del Matajur si distinse un giovane tenente tedesco, Erwin Rommel, che divenne famoso nella Seconda Guerra Mondiale con il soprannome di “la volpe del deserto”, guidando con il grado di Feldmaresciallo l’Afrikakorpus in Africa.

Per non dimenticare questa immane tragedia sul Kolovrat, gli sloveni hanno creato il “Museo all’aperto Na Gradu”.

  

Il museo si snoda tra camminamenti, trincee, tunnel scavati nella roccia, postazioni di mitragliatrici e cannoni.

  

Il recupero è stato eseguito impegnando materiale originale di quel periodo.

Questo storico sito, si trova in una posizione molto panoramica che spazia dal Krn (Monte Nero), alla Sveta Gora (Monte Santo) e alle sue spalle la pianura friulana. Praticamente su tutta la linea del fronte della Seconda Armata Italiana.

Oggi sulla cresta del Kolovrat corre il confine italo-sloveno.

  

Il President e Carlo volevano scoprire se c’era rimasto qualche austroungarico in zona ma forse nessuno gli ha spiegato come si usa un binocolo.

  

Dopo quest’apporto storico-culturale da buoni motociclisti, prima di ripartire, facciamo, come la chiama Lele, la “merenda time”.

  

  

Ripartiamo in direzione Livek.

  

Ai bordi della strada le ultime tracce di neve che sciogliendosi lasciano il posto a un’infinità di colorati crocus e un tappeto giallo di primule.

  

  

Arrivati a Livek, giriamo a destra. Scendiamo per una bellissima strada fino a Idrsko.

  

Giriamo a destra sulla 102, percorriamo quasi quindici km e arriviamo a Tolmin (Tolmino).

Prendiamo a sinistra in direzione Zatolmin e dopo due km siamo alle “Tolminska korita” (Gole di Tolmino).

  

Parcheggiamo le moto, apriamo i bauletti e vai con panini, frittatine, formaggi, dolci e un po’ di abbeveraggi vari.

  

Alla fine il grande Nillo fa comparire un termos e vai anche con un buon caffè.

Ok, abbiamo mangiato, ora per digerire, si va a visitare le gole.

  

Le “Tolminska korita” si trovano nella parte più meridionale del “Parco Nazionale del Triglav”.

  

  

Le profonde e selvagge gole sono state create dall’erosione delle acque della Tolminka e della Zadlaščica.

  

Le gole sono tra i più profondi anfratti di tutta la Slovenia.

Le forre disegnate nella roccia dal fiume Tolminka hanno una lunghezza di oltre 200 mt e raggiungono un’altezza di 180 mt. La larghezza di questi canyon varia dai 5 ai 10 mt.

                                                 

Sopra la forra del Toblinka, sospeso a 60 mt si trova il “Ponte del Diavolo”.

                                                 

La confluenza di entrambi è particolarmente interessante, essendo l’unica confluenza in gole del territorio sloveno.

  

Un ponte tibetano sospeso ci fa sfrenare le nostre manie per le foto ricordo. Qualcuno innamorato, qualcun altro dice le ultime preghiere prima di farsi uno selfie, qualcuna saluta facendo la “gattona” davanti al President, che compagnia di matti.

  

  

  

A est delle forre della Toblinka, la Zadlaščica si è scavata un canyon, dove rumorose e maestose cascate formano degli angoli fiabeschi.

  

Una particolarità delle gole della Zadlaščica è la “Testa dell’Orso”, una roccia dalla forma triangolare che si è incastrata nelle anguste pareti della forra del torrente Zadlaščica.

  

Altra particolarità è la “Grotta Orizzontale” dove sgorga una sorgente termale con una temperatura media fra i 18,8 e i 20,8 °C, mentre la temperatura della Tolminka varia dai 5 ai 9 °C. Purtroppo a causa di uno smottamento lungo il sentiero della Tolminka, oggi la grotta è inaccessibile.

  

La bellezza delle “Tolminska korita” non finiscono qui. A ogni angolo c’è qualcosa di spettacolare, dove sorgenti segrete, augusti canyon, rumorose cascate e angoli fiabeschi ti fanno sentire piccolo difronte alla grande forza della natura.

                                                 

                                                

Ultimo scorcio, che purtroppo a causa dei “pigroni”, non abbiamo visto, è la “Zadlaška jama” (Grotta di Dante). Questa grotta lunga 1.140 mt è costituita da tre grandi sale che, secondo la leggenda, avrebbero ispirato al Sommo Poeta l’ambientazione delle tetre descrizioni del suo Inferno.


Un consiglio, se andate a visitarle, anche se il percorso in alcuni tratti è un po’ faticoso, fattelo tutto che merita, non come noi, anzi come i miei amici che si era una ventina e solo io ho fatto il giro completo.

  

Verso le sedici riprendiamole moto e ripartiamo.

Dalle “Tolminska korita” andiamo a Kobarid (Caporetto) per la strada secondaria che costeggia la sponda sinistra del Soča (Isonzo).

  

  

Ultimo rifornimento, ultima birra poi ci salutiamo e rientriamo alla spicciolata.

  

  

Un bellissimo “Giro Fuoriporta”. Una bellissima giornata piena di panorami, storia e natura. Ma quel che più conta un bellissimo gruppo di amici.

Ciao a tutti Fiorello.

 

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