martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 21

 


A maggio al ritorno del giro in Slovenia con gli amici del Moto Club Dese, Susanna mi dice se la portavo a vedere il castello dentro la grotta (Predjama) e il lago di Bled.
Non ci sono problemi, anzi Fabio propone di fare un fine settimana in moto da quelle parti.
Sì, ma quando? Tra il Dopo Finita, Poppi, Monastier, al Museo Auto Moto Trattori d'Epoca Urbano Coccarielli, festa della birra a Lasko, il mototour di agosto, Faaker See, ecc. ecc., siamo riusciti a organizzare il giro per il primo weekend di ottobre.
Appuntamento alle nove del quattro ottobre a casa mia. Puntuali arrivano Fabio, Lucrezia, Gino Susanna, Marino e Catia.
  
Dopo i saluti, un salto al “Caffè Alla Piazzetta” per la colazione …
 
… e partiamo.
Per gli amici ho programmato di andare verso la Slovenia facendo un passaggio veloce per i paesi ricostruiti dopo il terremoto del 1976.
Da Feletto Umberto andiamo a Colloredo di Monte Albano. Gli ultimi km si snodano lungo un rettilineo incantevole che con dei panoramici saliscendi ci porta diritti al trecentesco maniero dei Colloredo.
  
Passiamo sotto la Torre dell’Orologio e continuiamo per una panoramica strada immersa tra le colline moreniche verso Artegna.
  
Passato il paese, continuiamo verso Gemona.
  
Facciamo un passaggio veloce per la centrale Via Bini che ricostruita dopo il terremoto, ancora oggi mantiene intatta la sua caratteristica con gli edifici porticati, serrati l’uno contro l’altro.
  
Dopo Gemona, puntiamo sul ricostruito paese medioevale di Venzone.
  
Anche qui, per motivi di tempo, facciamo solo un veloce passaggio per la via principale.
  
Ripresa la SS13 Pontebbana, proseguiamo in direzione Tarvisio fino a paesino di Chiusaforte.
  
Lasciamo la SS13 e svoltiamo a destra sulla SP76 della Val Raccolana. Percorriamo diciassette km e dopo aver superato sette tornanti, di cui quattro in galleria, arriviamo ai 1200 mt di Sella Nevea.
  
Una piccola sosta in questa splendida conca incastonata tra il Monte Canin e il Montasio, poi continuiamo verso il Lago del Predil.
  
Dopo aver sceso per otto km la Val del Rio del Lago, …
  
… arriviamo al bellissimo lago alpino dagli armoniosi colori che vanno dal verde scuro al blu intenso, contrastati da piccole spiaggette e incantevoli boschi colorati da bellissime sfumature autunnali.
  
Dal Lago del Predil era in programma di salite al Passo del Predil, entrare in Slovenia e percorrere la “Strada del Mangart”.
Questo tratto è la strada più alta della Slovenia. Undici km di salita, ventuno tornanti, qualche galleria scavata nella roccia, ti portano a 2050 mt. È una strada che se anche un po’ stretta ha un panorama unico che ti fa restare affascinato, meravigliato e a bocca aperta. Da lassù i laghi di Fusine sembrano due piccolissimi smeraldi incastonati tra i boschi.
Però, alzando gli occhi sul Mangart, vediamo che è avvolto dalle nuvole, così a malincuore dobbiamo rinunciare.
Dal lago continuiamo a scendere la Val del Rio del Lago passando per Cave del Predil dove è ben visibile la vecchia miniera di piombo e zinco oggi diventata un museo e un monumento alla memoria del lavoro in miniera.
  
Percorsi una decina di km, lasciamo la strada che porta a Tarvisio e giriamo a destra in direzione della Slovenia.
Arrivati al paesino di Fusine, facciamo una piccola deviazione e saliamo nella conca, dove si trovano due laghetti che trasformano il luogo in uno dei posti più affascinanti del Friuli.
  
La natura talvolta si manifesta con orridi e corsi d’acqua impetuosi, altre volte invece si presenta come un quadro, dove il pittore mostra un paesaggio di morbide armonie e sublimi unioni. La conca dei Laghi di Fusine fa parte sicuramente di quest’ultima attestazione.
  
Due splendide gemme di verde smeraldo incastonate in un’incantevole foresta alpina a sua volta incorniciata da poderose e verticali pareti rocciose che si spingono con imponenza verso il cielo.
  
Questo ambiente si trasforma a seconda delle stagioni, lasciando alla natura mostrare le sue infinite tonalità di colore affrescando il bosco e i laghi con sfumature che rendono ancora più magico il luogo.
  
Parcheggiamo le moto fuori alla caratteristica baita “Ai Sette Nani”.
  
Quattro chiacchiere, un buon panino con salame e formaggio di casa accompagnato da una buona birra e dopo aver fatto quattro passi ripartiamo.
  
Riscendiamo a Fusine, dove imbocchiamo la SS54 in direzione Slovenia.
Pochi km ed entriamo in Slovenia per il valico di Rateče.
  
Continuiamo sulla 201.
  
Passiamo Kranjska Gora, Jesenice e dopo aver percorso circa quarantacinque km, siamo arrivati a Bled.
Parcheggiamo le moto, ci sistemiamo e dopo un riposino si va a fare quattro passi lungo il lago.
  
Il Lago di Bled t’incanta immediatamente. L’aria fresca, l’acqua cristallina, le montagne, il castello arroccato a strapiombo sul lago ti fa immergere nella tranquillità che ti avvolge passeggiando lungo le sue rive.
  
Il lago è piatto, la stradina è ben curata, il panorama è incantevole.
  
Le “Pletna”, tradizionali barche del lago, scivolano silenziose sull’acqua cristallina verso l’Isola di Bled su cui si trova la pittoresca chiesa di “Cerkev Marijinega vnebovzetja” (Santa Maria Assunta).
  
Una particolarità della chiesetta sull'isola è “la campana dei desideri”. Secondo la leggenda, al castello di Bled viveva la ricca vedova, Polissena che inconsolabile per la morte del marito fece fondere una campanella per la chiesa dell'isola. A causa di un forte temporale l'imbarcazione si capovolse con tutto l'equipaggio e il suono della campana si può ancora sentire provenire dal fondo del lago. In realtà nel 1534 fu collocata una campanella sull’ultima trave della navata. Chiunque, per onorare la Madonna, riesca a suonarla, vedrà avverarsi un suo desiderio.
  
Continuando a passeggiare lungo le sponde del lago arriviamo nelle vicinanze del Camping Bled.
  
Abbiano percorso circa tre km a piedi e Gino, giustamente, propone una sosta al Bar Plaza.
Una radler, un’acqua, un caffè e le donne si lasciano attirare da un invitante dolce. Che cos’è? Ma è la Kremna Rezina o Bled Cake il dolce tipico di Bled.
  
Per molti la Kremna Rezina altro non è che una torta millefoglie. Infatti, si tratta di una torta di pasta sfoglia ripiena di crema di vaniglia e panna montata.
Il papà della Kremna Rezina, Ištvan Lukačević, nel 1953, partendo da una vecchia ricetta serba, a una base di pasta sfoglia ottenuta con una particolare lavorazione per renderla croccante quanto basta, aggiunse una crema pasticcera cotta a puntino (fatta bollire per sette minuti spaccati e con l’aggiunta di albumi montati a neve quando è ancora calda) sormontata da abbondante panna montata. Ricoprì il tutto con un altro strato di pasta sfoglia e una spolverata di zucchero a velo. Et voilà, il gioco è fatto.

Da allora la fetta della Kremna Rezina, ha una grandezza standard di 7 cm per 7 cm, alta 4 cm che nel corso del tempo, non è mai stata modificata.
Quanto è buona? Basta pensare che dal 1953 al 2009, sono state prodotte 10 milioni di Kremna Rezina.
Ogni Kremna Rezina, viene tagliata in 60 fette, quindi facendo quattro conti, in 56 anni, sono state mangiate 600.000.000 di fette di Kremna Rezina. Più di 70.000 l’anno. Questa è la miglior risposta di quanto è buona.
Se passate da quelle parti non dovete assolutamente perdervi questa prelibatezza.
Sono le diciassette quando ci alziamo e riprendiamo la nostra camminata in giro al lago.
Per un’altra oretta ci godiamo il bel panorama del lago, con squarci qua e la che ora ti facevano rivedere l’isoletta nel centro del lago, ora si aprivano sul panorama delle Caravanche con sullo sfondo il maestoso castello.
  
Quando arriviamo a Bled, il sole comincia a scendere dietro le montagne. A questo punto, dopo 6 km di camminata una buona birra ci sta.
  
  
La fame si fa sentire e verso le 19.30 si va tutti alla Gostolina Pri Planincu.
Questa caratteristica trattoria si trova proprio sotto il castello di Bled.
  
L’ambiente ricorda un po’ i tempi passati, il piatto unico è a dir poco favoloso, la birra è ottima, l’allegria fa da padrona, che volete di più? Noi ci siamo accontentati di un genuino “buon appetito” passando una serata splendida.  

  

  

Finita la “misera” cena, facciamo quattro passi fino alla pensione e buonanotte al secchio.
La mattina, dopo una buona colazione, verso le nove partiamo. Usciti da Bled, imbocchiamo la 452/412 in direzione Ljubljana e proseguiamo fino a Kranj.
  
Arrivati alla cittadina, lasciamo la 412 e giriamo a destra sulla 210 in direzione Škofja Loka.
  
Passata questa storica cittadina medioevale, continuiamo in direzione di Žiri.
 
Poi percorriamo ancora una ventina di km immersi tra i boschi e sbuchiamo a Logatec.
  
Dopo la sosta caffè, ripartiamo per la statale verso Planina. Arrivati al paesino, imbocchiamo sulla destra una stradina secondaria e saliamo verso Strmca, dove proseguiamo verso Predjama.
  
Dopo una piccola discesa ci appare davanti a noi, incastrato in una parete verticale alta 123 metri, il pittoresco, poderoso, misterioso e inespugnabile il castello di Predjama con ai suoi piedi il torrente Lokva che inoltrandosi in una grotta si perde nei meandri carsici.
  
Sicuramente il risiedente più famoso del maniero fu il cavaliere Erasmo di Predjama. Ancora oggi sono vive le leggende che da un lato lo glorificano come cavaliere appassionato, bello e nobile, e dall'altra lo dimostrano come cavaliere malvagio, brigantesco, sorpreso alla fine dalla morte nel gabinetto.
Stretto d’assedio per oltre un anno, Erasmo si prendeva beffa degli assedianti gettando loro dal castello pezzi di carne di bue arrosto e cibarie varie.
Il castello era accessibile da un solo lato ma la legenda vuole che Erasmo tramite un passaggio segreto che metteva in comunicazione il castello con le grotte sottostanti, le permetteva di rifornirsi di viveri freschi senza problemi.    
Soltanto con l’aiuto di un servitore infedele riuscirono a uccidere Erasmo. Quando il cavaliere andò a fare quei bisognini che, come dice la legenda, “neppure il Sultano turco può fare tramite un suo messo”, il servo infedele diede un segnale e i proiettili di pietra catapultati dalla vallata sottostante, sfondarono la finestrina del gabinetto, colpirono Erasmo alla testa e lo uccisero, mentre era intento alle sue necessità fisiologiche.
Secondo la legenda, il cavaliere sarebbe sepolto accanto alla chiesetta ai piedi del castello. Sulla sua tomba è cresciuto un imponente tiglio (ancora visibile) che sempre la legenda vuole sia stato messo a dimora dall’amata di Erasmo.

Verso le dodici e trenta, finita la visita, ripartiamo con destinazione alla Gostlina Peternel a Hruševlje, vicino a Dobrovo.
  
Volevamo farci la famosa “cotoletta Peternel” imbottita di prosciutto e formaggio casareccio, con contorno di patatine fritte. Il tutto innaffiato con una fresca Lasko.
Da Predjama sono un’ottantina di km, pensiamo di arrivare verso le quattordici, tanto in Slovenia le gostoline fanno orario continuato e a quell’ora sicuramente troviamo posto.
Tutto come da programma, siamo arrivati alle quattordici, il posto a sedere c’era ma …….. dovevamo aspettare minimo un’ora e mezza.
Che si fa? Decidiamo di rientrare in Italia e di andare vicino a Cividale, all’Agriturismo “da Cantarutti” per far assaggiare ai miei amici venesiani e trevisani, un buon “frico” (Piatto tipico friulano).
Ci sono circa quindici km e in poco tempo siamo la.
“Chiuso per ferie dal 01/10 al 15/10”. Oggi siamo proprio sfigati.
Giriamo le moto e puntiamo verso l’Agriturismo Selva di Orsaria.
Sono oramai le quindici e loro chiudono dalle quattordici elle sedici e trenta. Un po’ gli abbiamo fatto compassione, un po’ grazie alla loro gentilezza, ci hanno fatto accomodare e portato dei vassoi di formaggi e affettati misti tutti di loro produzione, un po’ di sottoli sempre prodotti da loro il tutto contornato assaggiando i loro ottimi vini.
  
Verso le diciassette e trenta ci alziamo, facciamo un’ultima foto di gruppo …

… e poi dopo esserci salutati, ripartiamo per rientrare a casa.
  
Che dire, un bellissimo fine settimana passata in giro per la Slovenia con amici pieni di allegria e voglia di fare tanti km in moto insieme.
 

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