martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 13

 

Quando gli ho detto alla mia “Rossweisse” che anziché andare al motoraduno di Bertiolo distante solo 15 km, oggi si andava a Novigrad in Croazia a mangiare il pesce gli si sono illuminati i faretti.

Con questo mio post su facebook preannunciavo agli amici il giro che aveva programmato Lele “de President” per andare a tastare la konaba Gatto Nero di Novigrad in Croazia.

Appuntamento alle 09.00 al bar “Tirelli” di Udine.

Saluti, cappuccino, brioche e partiamo.

Per anticipare un po’ i tempi, facciamo l’autostrada fino a Trieste.

  

I motociclisti normali, una volta arrivati a Trieste avrebbero proseguito per Koper (Capodistria), Umag (Umago) e proseguito lungo la costa fino a Novigrad (Cittanova).

Noi non siamo normali e una volta arrivati all’uscita dell’Area di Ricerca, abbandoniamo la superstrada e proseguiamo in direzione Basovizza e il valico di Pesek. Una volta entrati in Slovenia, proseguiamo per pochi km fino al paese di Kozina.

Sosta rifornimento, raggruppamento con altri amici …

  

E ripartiamo.

Prendiamo la 409 in direzione Koper.

  

La strada è molto bella. Le curve invitanti ci stuzzicano a lasciare andare le nostre amate moto.

  

Passato il paesino di Črnì Kal, lasciamo la 409 e svoltiamo a sinistra in direzione del confine sloveno-croato di Sočerga con l’intento di proseguire verso Buzet.

Primo segnale di strada chiusa. Forse il divieto è per i camion.

  

Secondo segnale di strada chiusa. Forse con le moto passiamo.

Terzo, quarto, quinto segnale di strada chiusa. Manca poco al confine croato, forse ce la facciamo.

Confine, “strada chiusa”, non si passa.

Facciamo inversione, torniamo indietro per un km e Lele gira a sinistra in direzione Šeki.

  

Passiamo Šeki, arriviamo a Maršiči e poi, fine del palo. Da qui non si va da nessuna parte.

Ritorniamo sulla strada principale, facciamo a ritroso circa sette km e arrivati a Grašišče, giriamo a sinistra in direzione Brezovica.

Qualche km e a un bivio troviamo le indicazioni per Motovun (Montona) e quel che più conta, la sigla “HR”, cioè Croazia.

  

Facciamo quasi dieci km di stradine secondarie e poco dopo il paesino di Brezovica arriviamo alla frontiera croata.

  

Altri dieci km di stradine immerse nell’incontaminata natura dell’interno istriano e arriviamo all’Agriturismo Tončić.

  

Questo bellissimo agriturismo si trova vicino al paesino di Zrenj (Stridone).

  

  

È come una terrazza panoramica che si affaccia sulle valli Čićariju e Mirne.

  

  

Siamo all’ora della “merenda time”. Ordiniamo un vassoio di prosciutto, salame e formaggio, accompagnato da un fresco e buon Malvazija (Malvasia).

  

In questa location da cartolina, abbiamo riscoperto i sapori tipici di un tempo, dove il prosciutto istriano tagliato con il coltello si scioglieva in bocca.

  

Il salame e il formaggio autoctono ti lasciavano il palato appagato. Infine un Malvazija brillante dal colore verde-giallo lasciava al palato quella freschezza e vivacità dell’aroma fruttato che ti riempie la bocca.

Ma c’è un piccolo ma. Quando abbiamo chiesto il conto, la sorpresa. Il vassoio che vedete nella foto, due caraffe di vino e due acque minerali, 70 €.

Dopo qualche rimostranza, abbiamo pagato e senza rovinarci la giornata, ripartiamo per il nostro tour.

  

  

Dall’Agriturismo Tončić, percorriamo quindici km di stradine e arriviamo sulla strada 44.

Svoltiamo a destra, facciamo venticinque km e siamo a Novigrad.

  

  

Parcheggiate le moto fuori alla konabaGatto Nero”, ci accomodiamo a tavola.

  

Antipasto di pesce, poi alcuni scampi alla busera, altri calamari alla griglia, e altri ancora, filetto di “Boscarin” (manzo autoctono che si trova solo nella parte croata dell’Istria e non è presente nell’Istria slovena).

  

  

Dolci, vino, birra, caffè e come digestivo una buona “rakija” (grappa) locale.

Uno sguardo al mare …

  

… e verso le 15.30 riprendiamo la via di casa.

  

Da Novigrad andiamo a Umago, dove puntiamo sulla frontiera croato-slovena di Dragonja.

  

  

Proseguiamo per Capodistria e anziché puntare su Trieste, svoltiamo a destra verso Kozina.

Un ultimo rifornimento alla “Rossweisse”, un’ultima birra con la compagnia da Mahnič …

  

… e poi tutti a casa.

Un bellissimo giro di 350 km su strade e stradine dell’Istria con una bella squadra di amici e la mia “Rossweisse” sodisfatta dopo tanti km e tante curve.

 

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