martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazione 10

Il meteo per la domenica è più che buono e poi Lele deve far provare il suo nuovo Crosstourer alla Lady.
Ci troviamo la domenica mattina al bar “Alla Stella” di Terenzano. Beviamo il caffè, ammiriamo il Cros…ta, pardon il Crosstourer di Lele e dopo qualche battuta degli anti hondisti, partiamo.
  
Percorriamo la tangenziale ovest di Udine in direzione nord fino all’uscita Udine–Via Martignacco. Imbocchiamo la SR464 in direzione Spilimbergo. Percorriamo poco meno di dieci km e arriviamo in L.tà La Crosere.
Agganciamo gli amici che ci aspettavano e Lele mi fa cenno di fare il safty bike.
  
Ripartiamo sempre per la SR464. Passiamo il ponte sul Tagliamento a Dignano e proseguiamo fino a Spilimbergo.
  
Giriamo a sinistra in direzione Barbeano. Percorriamo poco più di un km e giriamo a destra sulla SP53.
Passiamo il ponte sul Meduna, continuiamo per le grave del vecchio poligono militare, passiamo il ponte sul Cellina e arriviamo a San Foca.
  
Questo tratto di strada mi porta indietro di una quindicina di anni, quando i due ponti non erano ancora costruiti e al loro posto c’erano due lunghi guadi che ci permettevano di fare un po’ di sterrato quando si andava da quelle parti.
Da San Foca proseguiamo per strade secondarie per Sedrano. Attraversiamo la SR251 della Val Cellina e proseguiamo fino ad Aviano.
  
Passato il paese, ci immettiamo, in direzione Caneva, sulla SP29 Pedemontana.
Questo tratto di strada è molto bello, sia paesaggisticamente sia da fare in moto.
Dopo aver fatto poco più di venti km, arriviamo a Cordignano.
Giriamo a destra in direzione Vittorio Veneto. Percorriamo qualche km e rivoltiamo a destra verso il Cansiglio.
Fatti otto km arriviamo al paese di Fregona.
  
Seguiamo le indicazioni e dopo aver percorso poco più di un km su una strada locale, arriviamo al parcheggio delle Grotte del Caglieron.
  
Su internet c’era scritto che il parcheggio è a pagamento, ma da poco è stato fatto un bel parcheggio libero dove come parcheggiatore abbiamo trovato una simpatica capretta.
  
Dopo aver parcheggiato, sempre accompagnati dalla capretta trasformatasi in guida, siamo andati alle grotte.
  
Le Grotte del Caglieron si trovano in località Breda di Fregona in Provincia di Treviso. Sono formate da un’articolata serie di cavità, parte delle quali di origine artificiale e parte di origine naturale.
  
Quella naturale è una profonda forra incisa dal torrente Caglieron, mentre quelle artificiali sono in parte ottenute dall’estrazione della “pietra dolza” (pietra tenera), che forniva il materiale per la costruzione di stipiti e architravi. Tutt’oggi queste pietre lavorate, si possono osservare nelle vecchie case, nei palazzi di Vittorio Veneto e nei suoi dintorni.
Numerose sono le cascate, alte parecchi metri, con alla base grandi marmitte.
  
Nella parte più profonda della forra si notano sulle pareti grandi concrezioni calcaree che chiudono per un tratto e in parte la volta, dando all'insieme l'aspetto di una grotta.
  
Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali.
Interessante il metodo di estrazione praticato. Essendo gli strati inclinati anche oltre i 45°, lo stacco del materiale, praticato con grossi scalpelli che hanno lasciato segni ancora visibili, avveniva a blocchi con l'avvertenza, di lasciare delle colonne inclinate a sostegno della volta.
  
Ne è derivato cosi un insieme di suggestive cavità artificiali, distribuite lungo l'orrido sul cui fondo scorre vorticoso e rumoroso il torrente Caglieron.
Spettacolare il percorso. Dal parcheggio si scende lungo un largo sentiero fino a percorrere un tratto appena sopra alle acque correnti del torrente.
  
Si passa davanti ad un ampio portale con le caratteristiche colonne inclinate che sostengono gli strati di arenaria formanti il soffitto.
Riattraversiamo su un rustico ponticello il torrente, dove possiamo ammirare la spettacolare forra naturale.
  
Questa è formata da una grande marmitta scavata dalle acque torrentizie che precipitano proprio sotto il ponticello. Più a valle s’intravede la parte naturale costituita da una vera e propria la grotta scavata dal torrente nel corso dei secoli.
Continuiamo su un suggestivo e attrezzato sentiero, sospeso su cascate e marmitte.
  
Dopo un breve ma affascinante tratto, sbuchiamo all'aperto nei pressi di un vecchio mulino trasformato con gusto in una bella osteria-ristoro.
  
  
Se andate da quelle parti vi consiglio una visita che prendendola con calma non porta via più di un’oretta.
Facciamo a ritroso il sentiero attrezzato fino al parcheggio.
  
Troviamo el Che con un coltello in una mano e sull’altra un salame. Da tavolino ci fa il guard rail in legno della rotonda.
  
Niente può fermare i motociclisti quando è l’ora del “merenda time”.
  
Sono le 11.30 quando riprendiamo le moto e ripartiamo per continuare il giro in programma.
  
Dalle grotte anziché ritornare indietro per Fregona, imbocco Via Costa Rive. Già il nome dice tutto, quattro km in costa con un panorama unico su Vittorio Veneto e la zona collinare del coneglianese.
  
Arrivati a Vittorio Veneto, giriamo in direzione del Fadalto. Appena fuori della storica cittadina, abbandoniamo la SR51 del Fadalto e giriamo a sinistra in direzione Follina.
  
Percorriamo una decina di km e poco dopo aver passato i laghi di Revine, svoltiamo a destra in direzione del Passo San Boldo.
  
Sei km di salita, diciotto tornanti con gli ultimi 100 metri di dislivello superati da sei spettacolari tornanti scavati in galleria elicoidale.

Un vero capolavoro d’ingegneria stradale fatta dal genio zappatori austriaci nel 1918 in soli 100 giorni.
Quando arriviamo all’ultimo km per raggiungere il passo, questi sei caratteristici tornanti sono regolati da un semaforo e si passa a senso unico alternato.
  
Mentre aspettiamo il verde, mi riaffiorano i ricordi di quando l’ho fatto la prima volta con le gallerie a doppio senso, non illuminate e le pareti con la roccia viva. Vi garantisco che con una pendenza del 10% un raggio del tornante in galleria di 10 metri, con il pericolo di trovarsi difronte un veicolo che procedeva in senso contrario, era quasi un’avventura affrontare quest’ultimo tratto.
  
Una volta scollinato il passo, scendiamo in Valbelluna per una bella e panoramica strada fino a Trichiana.
  
  
Svoltiamo a sinistra sulla scorrevole Sinistra Piave, percorriamo una trentina di km e arriviamo a Segusino.
  
Seguiamo le indicazioni per Milies e dopo sei km di salita siamo nel giardino della nostra casa di montagna.
  
Il tempo di tirare fuori dei tavoli e il servizio catering “fai da te” parte che è una meraviglia.
Salumi, formaggi, frittate, polpettine, tramezzini, vini di ogni sorte, birra, dolci, caffè tutto ottimo e abbondante da fare un baffo a Vissani e la sua cucina.
  
Due ore e mezza di degustazioni, relax, spetegules con una spensierata compagnia di amici.
  
Il tempo è tiranno, così verso le quindici ripartiamo da Milies.
Scendiamo a Segusino, continuiamo sulla Sinistra Piave in direzione Vidor.
Arrivati a Bigolino, giriamo a sinistra inoltrandoci nella zona del Prosecco e del Cartize.
  
Dopo aver percorso una quindicina di km su stradine secondarie circondati dai vigneti, …
  
… sbuchiamo nelle vicinanze di Pedeguarda, sulla provinciale tra Follina e Pieve di Soligo.
Proseguiamo per due km in direzione sud. Arrivati a Solighetto, giriamo a sinistra in direzione Refrontolo.
Facciamo un quattro km e poco prima del paese, giriamo a sinistra in direzione Rolle.
Un altro km e arriviamo al Molinetto della Croda.
  
Il Molinetto della Croda è un antico mulino ad acqua risalente al 1600. È situato nella valle del Lienza a pochi km da Refrontolo, sulla strada che porta a Rolle.
Si tratta di un caratteristico esempio di architettura rurale. Le sue fondamenta poggiano sulla parete rocciosa (croda) della montagnola sovrastante.
  
Oggi il Mulinetto della Croda è uno dei pochi mulini ad acqua ancora funzionanti. Immerso in un paesaggio naturale che affascina, si presenta come una casa museo, dove si può vedere ancora il funzionamento dell’antica macina azionata dalle acque del Lienza.
Finita la visita, facciamo un salto al vicino agriturismo “da Muner” abbandonandoci, prima di ripartire, alla frescura dell’accogliente agriturismo.
  
Sono le diciassette quando riprendiamo le moto e ci avviamo per far ritorno a casa.
Dal Mulinetto della Croda, scendiamo a Refrontolo, dove continuiamo in direzione Vittorio Veneto.
  
La strada è molto panoramica e in certi punti ci riserva anche un po’ di tornanti molto belli.
  
Da Vittorio Veneto puntiamo su Cordignano e Ponte della Muda. Continuiamo in direzione della A28 che imbocchiamo a Sacile Ovest. Proseguiamo in superstrada fino all’uscita di Cimpello, dove imbocchiamo la SS13 Pontebbana.
Una cinquantina di km sulla statale con il sole che scendeva alle nostre spalle …

… e verso le diciotto e trenta arriviamo a casa.
Un giro in moto di 330 km per la pedemontana friulana e veneta. Posti caratteristici come le Grotte del Caglieron e il Mulinetto della Croda. Strade panoramiche e suggestive come il Passo San Boldo. Una trentina di simpatici amici. Senz’altro una esperienza da ripetere con nuovi giri insieme.

 

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