martedì 18 dicembre 2018 Ti trovi in: Commenti » Comunicazioni 1


Vi sarete accorti che da un po’ di tempo metto pochissimi reportage sui motoraduni. Non perché non meritano essere riportati, ma per non essere ripetitivo nei miei racconti.

Questa volta voglio fare un’eccezione per una giornata organizzata dal Moto Club Jarno Saarinen in occasione del “36° Motoraduno Internazionale Giro dell’Umbria”.

In questa giornata il moto club ha programmato un giro a Castelluccio di Norcia.

Castelluccio e tutta la zona circostante dal 24 agosto in poi, è stato colpito dal pauroso sisma che ha provocato quasi 300 vittime con danni incalcolabili a bellissimi paesi e danneggiato in modo grave il patrimonio culturale della zona.

Qualcuno si chiederà: “Perché proprio Castelluccio?”

Senza levare niente a paesi come Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia, Castelsantangelo sul Nera, Preci e tanti altri colpiti dal tremendo sisma, la scossa del 30 ottobre ha raso al suolo quasi completamente Castelluccio tant’è che la chiesa di Santa Maria Assunta con il suo campanile e gran parte del caratteristico paese, è andato completamente perduto.

Un luogo incantato dove da quasi vent’anni ogni estate, la mia moto mi porta a fare un giro. Castelluccio rimane e rimarrà sempre nel mio cuore.

Ritorniamo al reportage.

Ci svegliamo il 9 agosto. Usciamo dalla tenda e mentre ci prepariamo, un “amico” riccio ci viene a fare visita.

  

Oggi il Moto Club Jarno Saarinen ha organizzato una gita in moto con sosta aperitivo nella bellissima cittadina di Norcia e pranzo nel caratteristico paesino Castelluccio.

Come il solito io sono allergico a fare il giro con tante moto, così dopo colazione io e Ornella con Umberto e Giacomino, anticipiamo gli altri e partiamo per conto nostro.

Purtroppo in questo racconto sentirete spesso nomi di paesi fino a ieri pochi conoscevano e oggi a causa del terremoto sono diventati famigliari a molti.

Da Petrignano d’Assisi andiamo a Foligno per la superstrada. Imbocchiamo la nuova variante della SS77 della Val del Chienti.

La nuova variante è in realtà una superstrada a quattro corsie che s’inoltra in lunghe gallerie che in pochissimo tempo ti portano al Valico di Colfiorito.

L’idea era di uscire a Casenove e percorrere la strada per Sellano. Purtroppo sulla nuova variante non c’è l’uscita per Casenove e così abbiamo proseguito fino a Colfiorito.

Usciti dalla superstrada, svoltiamo a destra sulla SP96, scendiamo per 12 km la stretta Val Sant’Angelo e arriviamo a Pieve Torina.

  

Svoltiamo a destra sulla SP209, percorriamo una quindicina di km e arriviamo a Visso.

Qui potevamo salire a Castelluccio per Castelsantangelo sul Nera ma così avremmo mancato il rendez-vous con il resto del gruppo a Norcia.

Svoltiamo a destra e sempre continuando sulla SP209, cominciamo a scendere la Valnerina.

Saltiamo il bivio per Sassovescio, poi quello di Castelvecchi, così per arrivare a Preci la allunghiamo di oltre 6 km. E pensare che ho anche speso dei soldi per il navigatore. Detta alla milanese, "Ma và a dar via i ciapp".

A Preci continuiamo sulla SP476 in direzione Norcia.

  

Passiamo paesini come Piedivalle, Campi, Sant’Angelo.

  

Scolliniamo in località Forchetta d’Ancarano, scendiamo dei panoramici tornanti e dopo aver percorso una ventina di km in queste bellissime strade, arriviamo a Norcia.

  

Parcheggiamo fuori le mura ed entriamo nella suggestiva cittadina per la Porta Ascolana.

Facciamo quattro passi e subito siamo inondati dagli aromi e dai profumi che escono dalle tante botteghe di norcineria.

  

Arrivati in piazza San Benedetto, notiamo una delle “cartoline” di Norcia. Il Palazzo Comunale e la Basilica di San Benedetto con il suo Portico delle Misure fanno da cornice alla bellissima piazza.

Prima di continuare il racconto vi metto due foto per farvi vedere com’era la piazza in agosto e com’è purtroppo adesso.

  

Sfortunatamente passeranno anni prima che tutto sia ricostruito al suo originale splendore.

Mentre facciamo quattro passi per il centro storico ed ecco spuntare da Porta Romana il resto del gruppo.


Qualche foto ricordo con gli amici e ci prepariamo a ripartire.

  

Lasciamo Norcia “teoricamente” prima del gruppo per essere liberi di lasciare andare le moto. Ma dopo qualche km inaspettatamente, ce li troviamo davanti.

Che fare? Tra neanche un km c’è la rotonda e poi comincia la salita. Se sono davanti addio divertimento. La mia “Rossweisse” non me lo perdonerebbe mai di avergli fatto fare la salita di Castelluccio a passo di “lumaca”.

Al primo buco do gas alla “Rossweisse” e un po’ incoscientemente, supero il gruppo. Non so immaginare i commenti.

Arrivati alla rotonda, prendiamo direzione Castelluccio e vai con il liscio.

Il panorama sulla piana di Norcia è bellissimo ma la strada invita a lasciarci andare per fare un po’ di curve e controcurve.

  

Una decina di km di goduria dove ti senti libero di allentare le briglie dei tuoi cavalli.

  

Devo dire che con la mia nuova “Rossweisse” triple-black non avevo ancora preso la mano e così in qualche curva mi trovavo o con la marcia troppo bassa o troppo alta. Ora che l’ho conosciuta bene la “Rossweisse” 4^ va da dio e mi sta dando molte soddisfazioni.

Arrivati alla Forca del Piano, davanti a noi si presenta la bellissima piana di Castelluccio.

Rallentiamo e mentre scendiamo, ci godiamo il bellissimo panorama della piana con in fondo l’imponente Monte Vettore che fa da gendarme a tanta bellezza.

  

Percorriamo il lungo rettilineo scattandoci delle foto in corsa.

  

  

Alla fine del rettilineo saliamo due tornanti e arriviamo allo spettacolare paesino di Castelluccio.

  

Come ogni anno parcheggiamo difronte a “la Campagnola”, ma quest’anno non ci gusteremo i suoi favolosi vassoi di prosciutto di Norcia, salumi e formaggi vari ma andiamo con gli amici del moto club alla “Locanda dei Senari”.

  

Non ero mai stato in questa Locanda con la L maiuscola.

Il locale è molto bello e accogliente.

Rustico con vari utensili di montagna appesi alle pareti, qualche botte qua e là e il caminetto che anche da spento (siamo in agosto) emana sempre un casereccio e genuino calore.

Abbiamo mangiato delle ottime pappardelle al cinghiale, un altrettanto ottima grigliata di carne seguita da uno squisito cinghiale in umido.

  

Patate al forno fatte come cento anni fa. Dolce con vin cotto. Il tutto accompagnato da un bel sorriso e dalla simpatica cortesia sia del personale e della simpaticissima cuoca/proprietaria, Mariella. (Non vorrei sbagliare ma mi sembra si chiami così.)

  

Ho voluto parlare del locale al presente perché ancora non riesco ancora a immaginare che il terremoto abbia cancellato tutto questo. Mariella noi non abbandoneremo mai Castelluccio e non vediamo l’ora di tornarci. Un abbraccio a tutti. Siamo e saremo sempre con voi.

Finito il pranzo, riprendiamo le moto e ripartiamo.

  

Saliamo alla Forca di Gualdo. Scendiamo velocemente fino a Castelsantangelo sul Nera, continuiamo per Visso e Muccia, dove riprendiamo la nuova SS77 della Val del Chienti e rientriamo velocemente a Petrignano per Foligno.

Mi scuserete se a questo racconto non sono riuscito a dare il mio solito brio, ma pensando in che situazione si trovano ora in quei luoghi, il brio non ce la faceva a venire fuori.

Io questa zona l’ho percorsa in lungo e in largo. Sono passato per la gran parte dei paesi che si trovano nel cratere del terremoto e qui sotto pubblico alcune foto del mio archivio dei giri in moto, dove si vedono com’erano i paesi prima e come sono ridotti ora.

Castelluccio di Norcia

  

Norcia

  

  

Amatrice

  

Arquata del Tronto

  

Castelsantangelo sul Nera

  

Campi

  

Visso

  

Sarò ripetitivo ma voglio dirvi soltanto una cosa “FORZA RAGAZZI NOI SIAMO CON VOI E NON VI ABBANDONEREMO MAI”.

UN GROSSO ABBRACCIO DAL FRIULI

 

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